GENITORI/FIGLI EFFETTI DEI SI, DEI NO E DELLE PUNIZIONI

“Educare” (dal latino ex-ducere: far venire fuori) significa guidare qualcuno, e chi rappresenta una guida si aspetta di essere seguito.
I genitori consapevoli sanno che un processo educativo non è indolore, i conflitti che ne derivano vanno affrontati con coraggio ed è importante che essi accettino il potere e l’imparzialità che ricadono su di loro con la nascita di un figlio.
Se un genitore è autoritario ma amorevole, comunica con il figlio insegnandogli e spiegandogli il perché della richiesta di modificazione nel suo comportamento, questo crescerà imparando a comportarsi in modo educato ed adeguato all’ambiente, anche senza venir mai sculacciato (Ballie, 2001).
La punizione corporale, infatti, contiene molti elementi negativi perché produce ansia nel soggetto e mette in atto meccanismi tesi ad evitare la punizione stessa, che possono risultare altrettanto negativi e disfunzionali.
Dall’altro lato, per chi la somministra, la punizione corporale diventa una fonte d’ansia deleteria a livello psicologico, e, poco educativa, secondo il concetto di “Modellamento” enunciato da Bandura, i genitori rischiano di diventare, paradossalmente, modelli di aggressività, che diverrà l’unico mezzo conosciuto per la risoluzione dei conflitti con i coetanei o con i partner, sfociando in fenomeni come il bullismo.
I genitori possono chiedere aiuto a professionisti psicologi-psicoterapeuti che aiutino a comprendere quali metodologie educative sono le più indicate per i propri figli.
A cura della Dott.ssa Mariolina Palumbo Psicologa Clinica.

Write a Message